Aloe Arborescens

 

Cos'è l'aloe ???

L'Aloe arborescens è una pianta succulenta della famiglia delle Aloacee, usata sia come pianta ornamentale nei giardini rocciosi, sia come pianta medicinale con forti poteri disintossicanti.

 

 

È una pianta conosciuta fin dai tempi più antichi, citata anche da Cristoforo Colombo che, al ritorno dai suoi viaggi, la descriveva come una pianta dai grandi poteri curativi.
È un'erba perenne, alta sino a 4 m molto ramificata, in natura si espande in grandi cespugli molto ramificati con grandi infiorescenze.
Foglie:lunghe fino a 50 cm con dentellature spinose sporgenti di circa 5 millimetri.
Fiori: in grappolo di colore rosso.

 


 È una pianta autosterile si riproduce perciò solo con l'impollinazione incrociata in quanto i fiori maschili e quelli femminili della stessa pianta non si incrociano tra loro.
Frutto: la moltiplicazione dell'Aloe avviene o per seme o per divisione dei polloni che basali.


Un po' di storia

L'aloe è una pianta i cui poteri curativi sono conosciuti fin dall'antichità. Tra testimonianze, episodi accertati, tradizioni, racconti leggendari, essa lascia numerose tracce di sé nel cammino dell'uomo, fin dagli albori della civiltà. Il nome “Aloe” vuol significare “amaro”, dall'ebraico “Allal” o anche dall'arabo “Alloch”. Sembra individuarsi presso i Sumeri, incisa su tavolette d'argilla, la prima allusione all'uso terapeutico dell'aloe (musabbar). La pianta è raffigurata su vasi egizi, mentre è nota presso gli Indù come “il guaritore silenzioso”. In Egitto in particolare, l'Aloe era considerata un autentico elisir di lunga vita dai faraoni, che la desideravano come accompagnamento nel loro viaggio verso l'aldilà, tra le varie suppellettili collocate nella tomba. Di qui le piantagioni di aloe attorno alle piramidi e nelle strade che ancor oggi conducono alla Valle dei Re.
Possedeva anche virtù cosmetiche ed era molto utilizzata dalle donne. È nientemeno che Ippocrate, nell'antica Grecia, a parlarci invece dell'aloe come capace di guarire da gravi malattie, oltre che citarne innumerevoli altre capacità curative. Si narra che Alessandro il Grande, ferito da una freccia nemica, fosse stato unto con olio di aloe proveniente dall'isola di Socotra, e, guarito, si risolse a conquistare l'isola per assicurarsi le sue piantagioni della pianta “miracolosa”. I Romani vennero a conoscenza dell' aloe durante le guerre puniche. Dioscoride, medico greco in servizio tra le armate di Roma, ne descrisse le capacità cicatrizzanti e benefiche nel suo “De materia medica”, trattato in cinque libri nel quale sono citati i poteri delle piante officinali. L'Aloe è stata citata anche da Plinio il Vecchio nel 75 d.C. nella sua “Historia Naturalis”.
Anche nella tradizione cristiana l'aloe è nota e molto considerata. Nella Bibbia, numerosi sono i riferimenti a questa pianta. Nei Salmi (45-8) sta scritto che “le vesti del Re sono profumate con mirra e aloe”, nel capitolo 19-39 del Vangelo di Giovanni è detto: “Nicodemo, che da principio era andato di notte da Gesù, venne portando una mistura di mirra e d'aloe, quasi cento libbre. Essi presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende di lino con aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso gli Ebrei”.
L'aloe è il “giglio del deserto” per i Tuareg del Sahara. È conosciuta in Mesopotamia e tenuta in grande considerazione presso la medicina ayurvedica dell'India.
I soldati napoleonici furono curati con essa dopo che ne avevano scoperto l'esistenza dai mammelucchi arabi, loro nemici.
Durante le crociate, nel Medioevo, i guerrieri cristiani scoprono le virtù dell'aloe, farmaco per eccellenza dei loro avversari musulmani. È Cristoforo Colombo che, curati con le piante d'aloe nel Nordafrica i marinai della Santa Maria, la maggiore delle tre caravelle, ribattezza l'aloe “dottore in vaso”. Durante il suo viaggio verso il Nuovo mondo, egli scrive nel suo diario “Todo està bien, hay aloe a bordo” (“é tutto a posto, a bordo c'è dell'aloe”). Paracelso, grande medico rinascimentale, parla del “misterioso segreto 'aloe' il cui succo d'oro guarisce le ustioni e gli avvelenamenti del sangue”. I padri gesuiti portoghesi e spagnoli la coltivano nelle colonie d'America, Africa ed Estremo Oriente chiamandola “L'albero di Gesù”. Grazie a loro, viene importata nei Caraibi, di qui il nome di Barbadensis, dalle isole Barbados, o appunto “Aloe” secondo la definizione che ne dà il botanico Linneo. L'Aloe è conosciuta anche tra gli indiani d'America (“il medico celeste” secondo gli Jvaros), che curano con essa emicrania, calcoli e tosse.

L'aloe è considerato dagli indiani d'America come un guaritore silenzioso. Gli Indiani ed altre tribù per fare i trattamenti con l'Aloe, si basano sui cicli lunari.
Per amplificarne l'effetto usano queste regole: se il corpo è affaticato e privo di energia, il succo deve essere assunto giornalmente dalla luna nuova al plenilunio.
Se si desidera eliminare certe sostanze dal corpo, il succo deve essere preso dal plenilunio alla luna nuova.
Sono necessarie due settimane di interruzione prima di riprendere il trattamento.

L'aloe era ed è nota anche in Estremo Oriente. In Giappone era utilizzata in varie forme, bevuta e mangiata o sparsa sul corpo, mentre è utilizzata (soprattutto l'Aloe ferox) nell'agopuntura nella tradizione cinese e anche contro ustioni o affezioni cutanee.


"ALOE VERA : UNA PIANTA IN SVILUPPO" Erboristeria Domani. n.252, 44-54, 2001. Da Poggi P.

 

Attraverso i millenni: la lunga e intensa storia dell' ALOE
1500 aC La prima dettagliata descrizione sul valore terapeutico delI’Aloe è certamente quella che appare nel papiro egizio di Ebers (1500 a.C.). Sicuramente Nefertiti e Cleopatra spalmarono sul loro corpo unguenti contenenti succo di Aloe.
400-300 aC L’Aloe è conosciuta in Grecia; ne parlano gli antichi medici e scienziati di quella civiltà (Ippocrate, Teofrasto, ecc.)
20-100 dC L'aloe è descritta nelle loro opere da altri illustri scienziati dell’antichità, il medico greco Dioscoride, il fisico Celsius, il naturalista latino Plinio il Vecchio.
200 dC L’Aloe è un ingrediente importante della medicina naturale romana. Entra nelle ricette di Galeno.
700.800 dC Anche in Cina sono noti gli usi curativi dell’Aloe, nota col nome di “Hsiang.tquan” in relazione al suo sapore amaro
900 dC In Arabia, Al-Kind, filosofo, ingegnere, fisico, descrive l’Aloe come efficace nel trattamento di infiammazioni, ulcere, ferite, scottature.
1000-1300 L’Aloe si diffonde in Europa; i portoghesi rubano agli arabi la supremazia nel commercio marittimo della droga.
1400-1500 I conquistatori spagnoli ed i missionari diffondono la coltivazione e l’uso dell’Aloe nel Nuovo Mondo. Cristoforo Colombo ne riferisce nei suoi diari.
1800-1900 La coltivazione dell’Aloe si diffonde in varie altre zone del mondo, specie dell’America centro-meridionale e di regioni affacciate sul Pacifico.
1935 Appare la prima relazione scientifica (Collins) circa l’impiego di gel di Aloe nella cura di radiodermiti (ustioni provocate da raggi X)
1945 Ustionati dalle esplosioni atomiche in Giappone vengono curati con risultati sorprendenti con gel di Aloe
1940-1960 La scuola russa (Filatov) porta a compimento tutta una serie di sperimentazioni per valutare appieno le proprietà curative dell’Aloe
1950 L’ing. Stockton studia un metodo atto a stabilizzare il gel di Aloe in modo da renderlo di comodo uso ogni qual volto potesse occorrere ed in qualsiasi posto.
1950-1954 E’ evidenziata e confermata un’attività batteriostatica (antibioticosimile) dell’Aloe verso diversi tipi di stafilococchi.
1960-1970 In questi decenni appaiono le prime formulazioni di cosmetici contenenti Aloe, che si rifanno, per quanto concerne la funzionalità, a quelle che sono le proprietà del principio attivo in preparati dermatologici medici (lenitivo, calmante, cicatrizzante, ammorbidente, ecc.)
1973 Viene confermata sperimentalmente l’efficacia di Aloe nel trattamento di acne, alopecia, ulcere alle gambe e perdita dei capelli
 
1974 Negli USA, negli health food store appaiono i primi long-drink a base aloe
 
1978 Al Congresso IFSCC di Tokio, l’Aloe viene presentata come “un valido principio attivo di impiego cosmetico”. Una rivista scientifico americana riporta che ormai lo maggior parte delle linee cosmetiche di importanti aziende contengono almeno un preparato a base di questo ingrediente.
 
1976 E’ spiegato l’effetto calmante ed antidolorifico dell’Aloe col fatto che essa contiene sostanze che impediscono la formazione e l’effetto infiammatorio e dolorifico della brakidìna.
 
1980 Sperimentazioni cliniche (Chicago) dimostrano la capacità di Aloe di guarire bruciature di terzo grado e congelamenti in un tempo inferiore a quello di moderni specifici medicamenti. E’ parimenti confermato l’efficacia di Aloe verso una nutrita serie di ceppi batterici senza essere tossica.
 
1981 Nasce IASC (International Aloe Science Council) un’ente preposto al controllo e coordinamento di tutte le attività industriali, tecniche e commerciali inerenti la coltivazione, la lavorazione, la vendita e l’impiego di Aloe, nonché degli studi scientifici effettuati su detto principio per una loro ordinata e utile diffusione.
 
1989 Ricercatori giapponesi affermano che l’Aloe contiene almeno tre sostanze a riconosciuta attività antitumorale.
 
1992 Il dott. Strickland (Università del Texas) suggerisce la possibilità che Aloe può non solo fermare il danno provocato al sistema immunitario da severe esposizioni alla luce solare, ma può realmente restituire al sistema la sua completa normale funzionalità compromessa dalla bruciatura.
1994 La FDA concede ai Carrington laboratories (Texas) la possibilità di utilizzare un carboidrato complesso — acemannano — isolato da Aloe, nella terapia dell’ AIDS. In associazione al più comune dei farmaci impiegati nella terapia di questa affezione (l’AZT): ne esalta per sinergia l’attività, tanto da arrestare in molti casi la progressione della sindrome.
 
2000 L’Aloe è componente in vari paesi del mondo di bevande corroboranti, digestive, tonicizzanti; in Giappone, oltre che in long-drink, è presente in un affermato whisky’ ed in uno yogurt.
In Messico, se ne fa uso in pannolini assorbenti per bambini e signore.
In campo cosmetico il gel di Aloe è ormai diffuso in molti preparati, da dentifrici a creme idratanti, da preparati pre- e dopo sole a saponi e prodotti per capelli.

 
2003 .... e la storia continua......




Le proprietà della pianta

Ma come mai l'aloe, questa pianta che praticamente tutte le maggiori civiltà hanno cantato ed esaltato come una formidabile guaritrice, è così efficace, e soprattutto, corrisponde a verità la sua capacità guaritrice che è alla base della formula di Padre Romano Zago? Vediamo brevemente cosa ci dicono la chimica e la medicina circa le reali proprietà di questa pianta.
A lungo impiegata sotto forma di polvere, ottenuta dall'essicazione delle foglie (metodo tutt'oggi utilizzato nelle Antille e in numerosi paesi del Terzo mondo), l'aloe trova la maggiore efficacia nelle proprietà del gel, ricchissimo di principi attivi, che si ottiene incidendo le foglie della pianta.
Si tratta del gel incolore, della parte interna, del “cuore” della pianta, che ha proprietà astringenti, battericide, cicatrizzanti, antiinfiammatorie, antivirali.
Queste capacità sono date al gel dell'aloe da un insieme di sostanze presenti in esso, che agendo sinergicamente ottengono i numerosi effetti benefici descritti.
In particolare, nell'aloe si trovano vitamine come la A , la C e la E, e inoltre quasi tutte le varietà di vitamina B. Esse esercitano azione antiossidante, neutralizzando i radicali liberi ed evitando così l' invecchiamento delle cellule. In particolare, la vitamina A esercita una funzione importantissima rafforzando le difese immunitarie, una delle proprietà fondamentali dell'aloe, perché rinforza la mucosa, che a sua volta trattiene i germi e permette agli enzimi di attaccarli e distruggerli, anziché lasciarli filtrare nell'organismo.
Ma soprattutto, nella nostra pianta si trova un'altissima percentuale di amminoacidi: alanina, arginina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, istidina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, importantissimi per la formazione delle proteine. Tra di essi la lisina, che l'aloe contiene in alta concentrazione, come l'anginina e la metionina.
In grande varietà sono contenuti nell'aloe anche i minerali (In ogni litro di succo d'aloe:
Calcio 18,6 mg - carbonato di potassio 31,4 - ferro 44 - manganese 4,5 - magnesio 3,1 - sodio 12,7 - zinco 1,7), tra cui calcio, ferro, fosforo e potassio, che preservano ossa, muscoli e sistema nervoso.
Inoltre numerosissimi enzimi (aliasi, alcalinasi, fosfatasi, amilasi, carbossipeptidasi, catalasi, cellulasi, lipasi e perossidasi) che agiscono nei processi digestivi, accelerando il metabolismo e favorendo quindi l'eliminazione di tossine, colesterolo e obesità.
Inoltre, nell'aloe si trovano complessi antrachinonici (aloe-emodim, acido aloetico, aloina, antracina, antranolo, barbaloina, acido crisofanico, olio etereo, estere dell'acido cinnamico, isobarbaloina e resistanolo) che funzionano da analgesici, antinfiammatori nei dolori della colonna vertebrale e per i dolori in generale.
Infine, troviamo nell'aloe steroidi (fornisce 4 principali steroidi di piante: colesterolo, campesterolo, luppeolo e Beta-sistosterolo che sono agenti antinfiammatori, mentre il luppeolo possiede anche proprietà antisettiche e analgesiche), zuccheri (mono e polisaccaridi) con azione antinfiammatoria e l'acemannano che attiva il sistema immunologico nella difesa da virus, batteri e inquinamento ambientale, saponine (glicosidi) con azione antisettica e di pulizia, ormoni (auxine e gibberelline) che facilitano la cicatrizzazione e l'azione antinfiammatoria, principi attivi fitoterapici, come la lignina, che facilitano la penetrazione del gel nella pelle, idratandola e nutrendola.
Gli studi più recenti hanno evidenziato la presenza nell'aloe dell' acemannano. Si tratta di una macromolecola polimera, solubile nell'acqua, che aumenta la produzione nell'organismo dei macrofagi, fattori dell'eliminazione dei tumori. In pratica questa sostanza svolge una funzione depurativa e immunostimolante, attivando al massimo le difese immunitarie presenti nel nostro fisico. Possiede inoltre proprietà germicide, battericide e fungicide.
In passato il consumo del gel dell'aloe era molto più ridotto o difficoltoso, perché il gel tende ad ossidarsi rapidamente perdendo le sue proprietà. Oggi invece è possibile “stabilizzarlo” e conservarlo attraverso processi naturali a freddo, in modo da fargli mantenere i suoi princìpi attivi. Vengono utilizzati per questo processo conservanti naturali e antiossidanti per mantenerne anche il colore ed il sapore.
Grazie a questa serie di proprietà, l'aloe è in grado di svolgere numerose funzioni di depurazione e rinvigorimento dell'organismo umano.
Quanto alle gravi malattie, sono numerosissime le testimonianze che parlano di un effetto formidabile di purificazione del sangue e di rinvigorimento delle cellule, comprese le difese e gli agenti in grado di aggredire le metastasi. Senza che ancora la medicina ufficiale abbia dato risposte ultimative, si può affermare che l'aloe costituisce una e propria cura naturale in possesso di alcuni agenti potentissimi nel combattere l'azione degenerativa del male. Nessuna magia, dunque, nessun “intruglio” o “pozione” non meglio identificata; piuttosto un vero arsenale di difese immunitarie e di proprietà rinfrescanti e rigeneranti, contenuto in una semplice pianta.


Il rapporto con la medicina ufficiale

Il libro “La guarigione silenziosa”, uno studio moderno e scientifico sull'Aloe del dottor Bill Coats, condotto negli Stati Uniti e disponibile anche in Italia, traccia un lungo elenco delle malattie nei cui confronti l'aloe si è dimostrata efficace. L'uso dell'aloe, per la scienza medica occidentale, nella prevenzione e cura del cancro è ancora agli albori. Questo si spiega con il fatto che le sperimentazioni finora condotte sono state effettuate su cavie ed in laboratorio, ed i protocolli medici per testare la validità di un nuovo agente sono lunghi e molto elaborati. Sono infatti necessari anni per passare dalla sperimentazione in vitro a quella sulle persone, e solo al termine di questa ulteriore fase vengono concesse le autorizzazioni a produrre farmaci contenenti un nuovo componente.
Nei protocolli di ricerca, i risultati sono comunque molto incoraggianti.
Numerosissime sono le testimonianze inequivocabili sull'efficacia dell'aloe nel contrastare le malattie, in modo naturale, depurando a fondo l'organismo e sollecitando una risposta molto forte da parte del sistema immunitario. Tantissime di queste testimonianze provengono direttamente dall'esperienza di Padre Romano Zago, che ha il merito di avere raccolto e divulgato in Occidente questa ricetta antichissima, già conosciuta dagli avi e dalla gente semplice che si affida fin dai primordi ai rimedi naturali. Le funzioni importantissime dell'acemannano, presente in altissima concentrazione nell'aloe, sono state dimostrate ufficialmente da numerosi studi internazionali. Attualmente negli Stati Uniti la Food and Drag administration sta effettuando test sugli effetti dell'aloe nei confronti del virus dell'Aids.
È comunque accertato che l'aloe abbia almeno tre funzioni fondamentali: una azione oncostatica antiproliferativa; un'azione immunomodulante; un'azione antiossidante. Le più recenti acquisizioni in materia - e parliamo di acquisizioni scientifiche – confermano nell’aloe l’eccezionale concentrazione di sostanze in grado di spingere l’organismo a dare risposte straordinarie anche alle malattie peggiori, in forma del tutto naturale e duratura.





Per una bibliografia essenziale sugli argomenti trattati nel presente sito:
A. Beringer, “Aloe vera”, Macro edizioni 1999, sesta ediz. 2002
M. Schweitzer, “Aloe la pianta che cura”, Apb 1998
Società italiana di fitochimica, “Aloe: recenti acquisizioni”, Atti del convegno di Riolo terme 9-10 ottobre 2002, dattiloscritto a cura delle Università degli studi di Parma e di Perugia
A. Bassetti e S. Sala, “Il grande libro dell’aloe”, Zuccari edizioni 2001
B. C. Coats, “The silent healer – a modern study of aloe vera”, 1984
O. Hennessee, “Aloe – myth-magic medicine”, Universal Graphics, 1989
Padre Romano Zago, “Di cancro si può guarire”, edizioni Adle, Padova, varie edizioni.