Gli antichi dicevano dell'Aloe

De historia stirpium

commentarii insignes...

Leonharto Fvchsio

medico hac nostra ætate auctore

Basileae, in Officina Isingriniana, MDXLII

             

Storia delle piante

insigne trattato...

di Leonhard Fuchs

medico dei nostri giorni

Tipografia di Michael isingrin Basilea 1542

DE ALOE CAP. XLIX

 

NOMINA

Aλ?η Graecis, Aloë Latinis appellatur. Officinae veterem appellationem retinuerunt. Germani destituti peculiari nomenclatura, pariter Latini Aloën vocant. Sunt qui hanc a crassis foliis et similitudine quam cum Sempervivo habet, Sempervivum marinum nominent.

L'ALOE

IL NOME

Aλ?η per i Greci, Aloë per i Latini; le «officine» (i laboratori per la preparazione dei medicinali) hanno mantenuto l'antica denominazione. I tedeschi, privi di una particolare terminologia, lo chiamano Aloë al pari dei Latini. Alcuni, per le sue foglie grasse e per la somiglianza con il Semprevivo, lo chiamano «Semprevivo marino».

FORMA

Scyllae folium habet Aloë, crassum, pingue, modice latum, rotundum, repandumque. Folia utrinque gerunt ex obliquis aculeos raros et breves. Caulem profert Antherico similem, florem album, semen Asphodelo simile. ravi est tota herba odore et gustu amarissima. Nostra pictura non nisi radicem et folia ob oculos ponit, reliqua hoc tempore habere non potuimus. Dabimus autem operam, modo Deo sic visum fuerit, ut aliquando integrae plantae picturam studiosi exhibere liceat

 

FORMA

L'Aloe ha la foglia della cipolla, grossa, oleosa, poco estesa, rotonda, volta all'insù. Le foglie da entrambe le parti portano obliquamente aculei radi e corti. Produce un gambo simile all'Anterico, un fiore bianco, un seme simile all'Asfodelo. Tutta l'erba è di forte odore e di gusto amarissimo. Ha un'unica radice, del tipo di un piolo conficcato in terra. La nostra riproduzione pittorica mostra soltanto la radice e le foglie, perché finora non siamo riusciti a procurarci il resto. Ma ci adopereremo, con l'aiuto di Dio, per poter mostrare agli studiosi la raffigurazione di tutta la pianta.

LOCUS

Nascitur copiosissima in India, praepinguisque, unde succus quoque defertur. Provenit etiam in Arabia Asiaque et in maritimis aliquot locis et insulis, ut in Andro. Nunc in aliquot hortis Germaniae nostrae plantatur.

 

LUOGO

L'aloe nasce copiosissimo in India, e anche molto oleoso, per cui se ne ricava anche un succo. Cresce anche in Arabia e in Asia e in taluni luoghi marittimi e isole, come ad Andro. Ora viene coltivato anche in alcuni giardini della nostra Germania.

 

TEMPUS

Neque florem neque semen in stirpe nobis videre contigit, quare de iis quo nimirum proveniat tempore nihil certi monstrare possumus.

STAGIONE

Non ci è capitato di vedere personalmente né il fiore né il seme sulla pianta, per cui non possiamo indicare nulla con certezza riguardo alla stagione in cui questi compaiono.

TEMPERAMENTUM

Aloë calefacientium est primi ordinis intensi, aut secundi remissi, tertii autem exiccantium.

 
TEMPERAMENTO (caldo, freddo...)

L'Aloe appartiene al primo ordine intenso degli elementi riscaldanti, oppure al secondo meno forte, al terzo invece degli essiccanti.

 
VIRES
Ex Dioscoride

Duo sunt succi concreti genera. Unum arenosum, quod sedimentum purissimae aloës videtur (hoc officinis Caballinum vocatur). Alterum iecinoris modo coactum ( Succo[ci]trinum barbari appellant). Eligito puram quae nihil doli sensit, sine calculis, splendentem, subruffam, friabilem, iecinoris modo concretam, facile liquescentem, eximiae amaritudinis. Reprobato autem nigram et fractu contumacem. Est Aloë vis adstringere, somnum conciliare, exiccare, corpora densare, alvum solvere, et stomachum purgare. Pondere cochlearium duorum in aqua frigida, aut tepida pota, sangu excreationes sistit. Regiun morbum purgat tribus obolis ex aqua, aut drachmae pondere in potu. Devorata cum resina, aut cum aqua, aut cocto melle excepta, alvum solvit. Trium drachmarum pondere perfecte purgat. Mixta aliis purgatoriis medicamentis, stomacho minus noxia ea reddit. Siccata et insparsa, vulnera glutinat, et ulcera ad cicatricem perducit, compescitque. Privatim autem exulceratis genitalibus medetur, et rupta infantium praeputia agglutinat. Condylomata, rimasque sedis cum passo mixta sanat. Sanguinis eruptiones ex haemorrhoidibus factas compescit. Digitorum reduvias ad cicatricem perducit. Livores et sugillata cum melle delet. ->Palpebrarum scabrities, angulorumque prurigines lenit. Dolorem capitis sedat temporibus et fronti ex aceto cun rosaceo inuncta. Capillos fluentes cum vino compescit. Tonsillis, gingivis, et omnibus oris ulceribus ex melle et vino prodest. Torretur oculorum medicamentis in testa pura et candente, rudiculaque subinde versatur donec aequaliter torreatur. Lavatur ut quod est arenosissimum subsidat, tanquam inutile, et leve et pinguissimum assumatur.

 

PROPRIETÀ
Da Dioscoride

Due sono i generi del succo condensato. Uno è sabbioso, e sembra essere il sedimento dell'Aloe purissimo (e questo nelle «officine» viene detto Caballinum ). Il secondo è rappreso come carne di fegato (e i «barbari» lo chiamano Succo[ci]trinum ). Scegli una pianta pura che non abbia ombra di difetto, senza sassolini, splendente, rossiccia, friabile, rappresa come carne di fegato, che si liquefà facilmente, di straordinaria amarezza. Rifiuta invece quella scura, difficile da frantumare. L'Aloe ha la proprietà di essere astringente, di conciliare il sonno, di asciugare, di addensare i corpi, di liberare l'intestino e purgare lo stomaco. Bevuto nella misura di due cucchiai in acqua fredda o tiepida arresta le espettorazioni di sangue. Purga l'itterizia preso con tre «oboli» di acqua, oppure nella misura di una dracma. Inghiottito con resina o con acqua, o assunto con miele cotto, libera l'intestino. Nella misura di tre dracme purga perfettamente. Misto ad altri medicamenti purgativi li rende meno nocivi allo stomaco. Disseccato e cosparso, cicatrizza le ferite, e favorisce la cicatrizzazione delle piaghe e le riduce. Specialmente cura i genitali piagati e rimargina i prepuzi feriti degli infanti. Misto con vino passito sana i condilomi e le ragadi anali. Arresta le perdite di sangue provocate dalle emorroidi. Aiuta a cicatrizzare le pipite delle dita. Unito al miele elimina i lividi e le contusioni. Lenisce le irritazioni delle palpebre e i pruriti degli occhi. Calma i mal di testa, applicato alle tempie e alla fronte misto all'aceto con olio di rose. Mischiato al vino ferma la caduta dei capelli. Con miele e vino giova alle tonsille, alle gengive e a ogni ulcerazione della bocca. Si riscalda con le medicine per gli occhi in una pentola pulita e caldissima, quindi si rigira con una spatola perché si scaldi uniformemente. Si lava affinché la parte più sabbiosa si depositi, perché inutile, e si prenda la più leggera e oleosa.

 

Ex Galeno

Haec herba non admodum apud nos provenit: et quae in magna nascitur Syria aquosior est, et facultatis imbecillioris: attamen usque adeo desiccare potest, ut vulnera conglutinet. At in regionibus calidioribus, qualis est Coelisyria et Arabia, multo est melior. Optima vero Indica, cuius liquor est id quod ad nos importatur medicamentum cognominatum aloë, ad plurimas res propter siccitatem mordicationis expertem utile. Est autem non simplicis naturae, sed, ut indicio est gustus, adstringit simul et amara est. Adstringit quidem mediocriter, sed vehementer amara est. Subducit et ventrem, utputa ex numero medicamentorum quae Graeci excernendo stercore vocant ekthoprolikà . Verum et ispius facultatis misturam attestantur particularia eius opera: nam et gratum est stomacho medicamen, ut si qui aliud, et sinus glutinat. Sanat et ulcera quae aegre ad cicatricem duci possunt, et maxime quae in ano sunt et pudendo. Iuvat etiam eorum inflammationes aqua liquata, et vulnera ad eundem modum glutinat. Congruit similiter utenti et ad inflammationes in ore, naribus, et oculis. In summa, repellere et discutere simul potest, cum hoc ut paulum extergeat, quantum videlicet ulceribus puris non sit molestum.

Da Galeno

Questa erba da noi non cresce: e quella che nasce nella Siria maggiore è più acquosa e più debole di efficacia: tuttavia la si può essiccare tanto da far cicatrizzare le ferite. Ma nelle regioni più calde, come la Celesiria e l'Arabia, è molto migliore. Ottima invero quella indiana, il cui succo è quel medicamento da noi importato chiamato aloe, utile a molte cose per la sua secchezza che rimane inalterata. Non è di natura semplice, ma come indica già il gusto, è insieme astringente e amaro. Ma è moderatamente astringente e fortemente amaro. Purga anche il ventre, infatti dai Greci è posto tra i medicamenti che essi chiamano ekthoprolikà , perché favoriscono l'espulsione delle feci. Del resto questa sua doppia capacità è testimoniata dai suoi particolari effetti: è una medicina gradita allo stomaco quant'altra mai, e rimargina le fistole. Risana anche le piaghe che hanno difficoltà a cicatrizzarsi, massimamente quelle situate nell'ano o nei genitali. Sciolto nell'acqua giova anche alle infiammazioni di queste parti del corpo, e nello stesso modo fa rimarginare le ferite. Conviene similmente a chi lo usa anche per le infiammazioni della bocca, delle narici e degli occhi. In conclusione può insieme allontanare e disperdere, mentre a detergere basta quel poco che non sia fastidioso alle piaghe vive.

 

Ex Plinio

Natura Aloës spissare, densare, et leviter calfacere. Usus in multis et principalis, alvum solvere, cun pene sit sola medicamentorum quae per se id praestant. Confirmat etiam stomachum, adeo ut non infestet ulla vis contraria. Bibitur drachma. Ad stomachi vero dissolutionem, in duobus cyathis aquae tepidae vel frigidae, cochlearis mensura, bis terne in die ex intervallis, ut res exigit. Purgationis etiam causa plurimum tribus drachmis. Efficacior, si pota ea sumatur cibus. Capillum fluentem continet cum vino austero, capite in sole contra capillum peruncto. Dolorem capitis sedat, temporibus et fronti imposita, ex aceto et rosaceo. Dilutiorque infusa, oculorum vitia omnia sanari ea convenit. Privatim prurigines et scabiem genarum, item insignita ac livida, illita cum melle, maxime Pontico: tonsillas, gingivas, et omnia oris ulcera. Sanguinis excreationes, si modicae sint, drachmae pondere ex aqua, si minus, ex aceto pota. Vulnerum quoque sanguinem, et undecumque fluentem sistit per se, vel ex aceto. Alias etiam est vulneribus utilissima, ad cicatricem perducens. Eadem inspergit exulceratis genitalibus, virorum condylomatis, rimisque sedis, alias ex vino, alias ex passo, alias sicca per se, ut exigit mitiganda curatio, aut coërcenda. Haemorrhoidum quoque abundantiam leniter sistit. Dysenteriae infunditur. Et si difficilius concoquantur cibi, bibitur a coena modico intervallo. Et in regio morbo tribus obolis ex aqua. Devorantur pilulae cum mellis decocto, aut resina terebinthina, ad purganda interiora. Digitorum pterygia tollit. Oculorum medicamentis lavatur, ut quod sit arenosissimum subsidat. Aut torretur in testa, pennaque subinde versatur, ut possit aequaliter torreri.

 

 

Da Plinio

La virtù naturale dell'Aloe è di rassodare, densificare e riscaldare leggermente. Viene usato in molti casi e principalmente per sciogliere l'intestino, essendo quasi l'unico tra i medicinali che produca da solo questo effetto. Rafforza anche lo stomaco, a tal punto che nessuna forza contraria lo può danneggiare. Se ne beve una dracma. Ma per l'atonia dello stomaco lo si prende nella misura di un cucchiaio sciolto in due ciati di acqua tiepida o fredda, tre volte al giorno secondo le esigenze. Per scopi purgativi anche più di tre dracme. È più efficace se si assume il cibo dopo aver bevuto il liquido predetto. Frena la caduta dei capelli, se unito a un vino secco ungendo abbondantemente la testa stando al sole. Calma il mal di testa, applicato con aceto e olio di rose. Infuso più annacquato riesce a guarire tutti i malanni degli occhi. In particolare cura i pruriti e la scabbia delle guance, così come le contusioni e i lividi, cosparso con il miele particolarmente quello del Ponto: e le tonsille, le gengive e tutte le piaghe della bocca. Cura le perdite di sangue bevuto nella misura di una dracma con acqua, se sono modeste, altrimenti con aceto. Arresta anche il flusso del sangue da dovunque provenga, preso da solo o con aceto. Inoltre è utilissimo per altre ferite, favorendo la cicatrizzazione. Va cosparso sui genitali piagati, sui condilomi maschili, sulle ragadi anali con vino o con il passito o anche da sola come esige la cura per alleviare o per reprimere. Arresta anche delicatamente l'abbondanza delle emorroidi. Lo si somministra per la dissenteria. E se si fatica a digerire i cibi, lo si beve poco tempo dopo la cena. Così pure per l'itterizia con tre «oboli» di acqua. Per purgare l'intestino lo si assume in pillole con decotto di miele, oppure con resina di terebinto. Elimina il patereccio delle dita. Si lava con le medicine degli occhi, perché si depositi qualunque sabbiosità. Oppure si scalda in una pentola e poi lo si rigira perché si scaldi uniformemente.